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Il 1 Gennaio del 2003, secondo il disposto della Legge n.10406 del 10 gennaio del 2002 è entrato in vigore il nuovo Codice Civile Brasiliano. La particolarità del nuovo Codice Brasiliano, che ha sostituito il precedente del lontano 1916, è frutto di attenti e complessi studi di diritto comparato ed internazionale condotti da giuristi di alta formazione romanistica. Si tratta, infatti, di studiosi che hanno svolto studi post lauream presso Università italiane. È evidente – come prevedibile – il riflesso del Ius Romanorum nella stesura definitiva del nuovo Codice Civile, che si ripercuote positivamente sulle scelte degli istituti e delle relative discipline, che sono rimasti essenzialmente quelli tipici del diritto romano, seppure attualizzati secondo gli sviluppi naturali e socio-giuridici del Diritto.
Per rendere l’idea delle modifiche apportate, è opportuno analizzare brevemente gli istituti giuridici maggiormente innovati o introdotti ex novo dal Codice del 2003. Si tratta della Parte Speciale del nuovo Codice.

Il Libro I è dedicato al diritto delle obbligazioni. Tale area ha subito soprattutto modifiche determinate dalla – nuova – fissazione del limite della percentuale di interessi annuali e dalla fondamentale introduzione della disciplina dei contratti di adesione, realmente indispensabili a causa del forte intensificarsi degli scambi commerciali con l’estero. Inoltre, sono stati meglio disciplinati i procedimenti di circolazione dei titoli di credito e di debito.

Il Libro II è dedicato al diritto societario. Questo non è rimasto avulso dalle modifiche o modernizzazioni apportate dal nuovo Codice Civile del 2003, avendo provveduto alla revoca di tutta la Prima Parte del Codice Commerciale del 1850, divenuto ormai anacronistico. In questo caso, si tratta della naturale evoluzione giuridica determinata dal processo di liberalizzazione dei mercati e dalle privatizzazioni delle imprese pubbliche. Sono state apportate modifiche significative al regime giuridico delle principali forme di società, nonché con riferimento alle partecipazione straniere. In subiecta materia, è necessario individuare brevemente alcuni punti teorici necessari per intendere le modifiche apportate a seguito dei diversi interventi statali nell’economia. La forma di intervento statale nell'economia è da sempre stata oggetto di interessanti dibattiti dottrinari, oltre che di un processo di privatizzazione che sta, negli ultimi cinquanta anni, ridimensionando e innovando, in Europa ed in America Latina, l'azione dello Stato nel campo economico. Attraverso l’emanazione di svariate leggi, si disciplina il fenomeno degli aiuti statali alle imprese, facilmente utilizzabili per discriminare una impresa nazionale rispetto ad una straniera (si pensi al caso in cui il Governo italiano o brasiliano decidesse di concedere una certa somma di danaro ad una impresa produttrice di automobili per ogni veicolo prodotto, facendo sì che essa risulti così avvantaggiata rispetto ad una impresa straniera che non beneficia di un simile trattamento).

Infine, il Libro III è dedicato al diritto delle cose. Tale settore si caratterizza per la intervenuta ‘socializzazione’, e garanzia, del fondamentale diritto di proprietà. In tal modo, definitivamente si sancisce la sacralità di tale diritto unitamente alla sua valenza sociale. Attraverso il nuovo Codice, l’istituto delle proprietà perde definitivamente quel carattere di precarietà che lo caratterizzava precedentemente e si avvicina sempre più alle peculiarità e garanzie tipiche degli istituti di stampo romanistico.

Anche il diritto di famiglia, disciplinato nel Libro IV del nuovo Codice, è caratterizzato per una forte modernizzazione degli istituti. In primis, si evidenzia la progressiva importanza assunta dalla figura della donna nella cura dei figli, nella partecipazione alla amministrazione della famiglia e nella complessiva parità di diritti. Invero, non si discorre più di «patria potestà», ma di «potere familiare», giustamente per significare la parità di diritti e doveri nella gestione della prole. In tale ambito, significativo è anche l’istituto dell’affidamento dei figli che non è più de iure della donna, ma del genitore che possa assicurare una migliore e dignitosa esistenza. La nuova disciplina dell’istituto della convivenza more uxorio si assimila a quello del matrimonio, seppure con diverse ma residue differenze. Interessante ed importante è anche il Capitolo VI, che tratta del nuovo regime di separazione dei beni anche in costanza di matrimonio. Antea, era previsto ex lege esclusivamente il regime di comunione parziale e totale dei beni, laddove oggi, seguendo l’evoluzione socio-giuridica, si prevede una forma di amministrazione della famiglia che tenga conto del nuovo ruolo della donna, che può caratterizzarsi per essere imprenditrice o manager e che può richiedere per le nuove esigenze intervenute una forma separata di gestione dei patrimoni familiari, preesistenti o creati dopo il matrimonio. In tal modo, si garantisce un regime giuridico che offra maggiori garanzie tanto per l’uomo che per la donna. Un intero capitolo (il II) è dedicato al cd. ‘patto nuziale’ (pacto antenupcial), a mezzo del quale si può disciplinare, a discrezione dei coniugi, il regime legale del matrimonio o della convivenza more uxorio. Gli articoli del capitolo II disciplinano in modo complesso e dettagliato il procedimento di formazione, redazione e pubblicità del contratto prematrimoniale, assumendo in tal modo anche la personalissima area del diritto di famiglia sempre più caratteristiche patrimoniali. Di notevole rilevanza è il Capitolo IV che tratta delle Adozioni nazionali ed internazionali. Tale settore è stato notevolmente modificato dalle svariate Leggi di settore in materia di tutela dei minori, che hanno fondamentalmente recepito le norme internazionali in materia di adozioni.

Il Libro V è dedicato al ius sucessorium. Tale area si caratterizza, da un lato, per la riscoperta parità tra uomo e donna, nella misura in cui anche la donna partecipa con pari diritti alla vocazione ereditaria in concorso con i discendenti e gli ascendenti del de cuis, e, per un altro, per la rivisitazione di alcuni istituti, come i procedimenti di accettazione delle eredità e dei fondamentali, complessi e indispensabili procedimenti di inventario. In altri termini, si è conferita una migliore e completa disciplina del regime giuridico della massa ereditaria giacente sia in Brasile che all’estero.